Don Gallo: “La Chiesa paghi le tasse”

Bagnasco: «Evadere le tasse è peccato»

Fonte: IL SECOLO XIX 23-01-2012

Roma – Il governo Monti è un «esecutivo di buona volontà» ma non può esserci «sospensione della responsabilità politica».
«È irrinunciabile che i partiti si impegnino a fare in concomitanza la propria parte» su «riforme rinviate da troppo tempo» tanto da portarci a «situazione di emergenza». Lo afferma il presidente Cei Angelo Bagnasco.
L’Italia è «in angustia», ha rilevato Bagnasco aprendo i lavori del Consiglio permanente della Cei, ma deve evitare l’«autolesionismo». Il governo Monti è un «esecutivo di buona volontà, autonomo non dalla politica ma dalle complicazioni ed esasperazioni di essa…».
I partiti devono fare la loro parte soprattutto sulle «riforme», devono «riscattarsi» e lasciare da parte la «denigrazione sistematica» e le polemiche esasperate.
«Va da sé che, dal punto di vista etico, – spiega Bagnasco – non possa esserci sospensione della responsabilità della politica, che il Parlamento affida al Governo in ragione del mandato ricevuto dal corpo elettorale».
Il «mandato certo in sé non abdicabile: per questo – rileva Bagnasco – è irrinunciabile che i partiti si impegnino per fare in concomitanza la propria parte, in ordine a riforme rinviate per troppo tempo tanto da trovarsi ora in una condizione di emergenza. Non devono fare gli spettatori, ma devono attivarsi con l’obiettivo anche di riscattarsi, preoccupati veramente solo del bene comune, quasi nell’intento di rifondarsi su pensieri lunghi e alti, lasciando per strada la lotta guerreggiata sotto mentite spoglie, la denigrazione sistematica, le polemiche esasperanti e inconcludenti».
La politica è «debole e sottomessa» di fronte a «coaguli sovranazionali potenti e senza scrupoli» e «sembra che i grandi della terra non riescano a imbrigliare il fenomeno speculativo». Ma la politica deve regolare la finanza, «moderno moloch» perché serva il «bene comune, non la speculazione», sottolinea ancora Bagnasco analizzando le radici della «crisi economica», e denunciando «il formarsi di coaguli sovrannazionali talmente potenti e senza scrupoli, tali da rendere la politica sempre più debole e sottomessa. Mentre invece dovrebbe essere decisiva, se la speculazione non avesse deciso di tagliarla fuori e renderla irrilevante, e quasi inutile».
«Al di là di ogni ventata antipolitica, – commenta Bagnasco – va detto che la politica è assolutamente necessaria, e deve mettersi in grado di regolare la finanza perché sia a servizio del bene generale e non della speculazione. Non è possibile vivere fluttuando ogni giorno nella stretta di mani invisibili e ferree, voluttuose di spadroneggiare sul mondo. Sembra, invece, che i grandi della terra non riescano ad imbrigliare il fenomeno speculativo; che giochino continuamente di rimessa, sperando ogni volta di scamparla alla meno peggio, ma è un’illusione: prima o poi arriva il proprio turno, e ci si trova in ginocchio come davanti ad un moderno moloch di non decifrabile direzione».
Perché i «sacrifici» che gli italiani stanno compiendo non si rivelino «inutili», occorre «risanare e crescere», «creare lavoro ma anche conservare il nostro patrimonio di eccellenze che è riconosciuto nel mondo», dice ancora il cardinale invitando, di fronte alla crisi, a «creare consapevolezza fresca attorno a ciò che nel frattempo non ha smesso di funzionare».
In Italia è necessario riequilibrare la spese in termini di «equità reale» e al contempo è importante «metter mano al comparto delle entrate attraverso un’azione di contrasto seria, efficace, inesorabile alle zone di evasione impunita, e ai cumuli di cariche e di prebende», queste le indicazioni di Bagnasco alla politica al fine di «cooperare attivamente con il Governo» e per «avere strutture e dinamiche più essenziali ed efficienti, lontane da sprechi e gigantismi».
La Chiesa «non può e non deve coprire auto-esenzioni improprie»: «evadere le tasse è peccato» e «per un soggetto religioso è addirittura motivo di scandalo», evidenzia Bagnasco ribadendo che anche a proposito dell’Ici la Chiesa in Italia «non chiede trattamenti particolari» ma che le si applichino le norme che regolano il non-profit.
«Ho già avuto modo di precisare che, per quanto concerne l’Ici, – precisa Bagnasco – la Chiesa in Italia non chiede trattamenti particolari, ma semplicemente di aver applicate a sé, per gli immobili utilizzati per servizi, le norme che regolano il no profit. I Comuni vigilino, e noi per la nostra parte lo faremo: ci piacerebbe solo non si investissero tempo e risorse in polemiche che, se pur accettiamo in spirito di mortificazione, finiscono per far sorgere sospetti inutili e, in ultima istanza, infirmare il diritto dei poveri di potersi fidare di chi li aiuta».

NOSTRO COMMENTO: Cardinal Bagnasco!  Se evedere le tasse è peccato, allora vada a pagarle!

Apprendiamo da Prof. Alessio Di Benedetto che:

UN VESCOVO GUADAGNA 13 MILA EURI MENSILI, BELLA ONESTA’. Se si rastrellassero ogni anno i 13 miliardi di euro che un sottogoverno confessionale continua a donare alla Città del Vaticano, sottraendoli con la menzogna dalle tasche della povera gente, se si recuperassero tutti gli introiti dell’ICI (il valore degli immobili vaticani ammonta per difetto a 30 miliardi di euro), la smetteremmo di parlare di debito pubblico (altra bufala) , di crisi delle pensioni, di tagli ai rinnovi contrattuali, alla sanità, alla scuola pubblica, all’arte, alla musica e allo spettacolo… Grazie a Berlusklaun il Vaticano, il più ricco Stato del Mondo, non paga più neppure l’ICI, i suoi monumenti privati sono ristrutturati con le tasse imposte ai lavoratori italiani, e gli istituti cattolici sono finanziati con i soldi di noi tutti, non con le offerte dei fedeli o delle aziende di Berlusconi, abbastanza ricche da permetterselo. Siamo il solo caso nel mondo in cui una popolazione multirazziale e multiconfessionale deve obbligatoriamente versare i propri contributi per farsi indottrinare. Atei, non credenti, agnostici, musulmani, ebrei, protestanti ed induisti, le cui tasse statali sono devolute molto benignamente ad una ideologia religiosa che li combatte accanitamente e che se potesse tornerebbe ad accendere nuovi roghi! È come se gli Italiani – il paragone non vi sembri forzato – fossero costretti a finanziare l’Iran per lasciarsi plagiare: è la stessa identica cosa, anche se sembra assurda. Ma come ha detto qualcuno: “Il Vaticano è uno stato! L’Italia no!”. DIMENTICAVO: I VESCOVI GUADAGNANO 13 MILA EURI IL MESE.” Che vergogna!

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