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Chiesa: sigilli all’ex colonia della Curia di Salerno


IMPERO IMMOBILIARE DELLA CHIESA

Powered by Admin 02-11-2010

TRATTO DA EXIT DEL 28-05-2010

Mandiamo in onda stralcio dell’ inchiesta di EXIT condotta dall’ottima Ilaria D’Amico che evidenzia ancora una volta lo scandalo ed il malaffare che imperversano  da tempo nell’ambito della Chiesa di Cristo. Per la verità queste losche vicende a Noi non destano grande stupore. La Chiesa, ormai, ci ha abituato a ben altro. Tanto per fare qualche esempio si citano: lo schifo dei “preti pedofili”; gli scandali dello IOR;  l’ Opus Dei  che andrebbe rivisitata dalla Magistratura. Queste inchieste per truffa e abusi edilizi che hanno visto implicati tra gli altri politici e non anche il  Vescovo, Mons. Gerardo Pierro,  al confronto,  sono scherzi da educande. Non ci stanchiamo mai di ripetere ciò  che disse S. Paolo a Timoteo: “siate degni di stare nella casa di Dio..”. Pare proprio che il clero sia sordo!

IL VIDEO:

I FATTI:

L’inchiesta firmata David Perluigi ci ha fatto conoscere il più grande immobiliarista d’Italia: la Chiesa cattolica. Un vero e proprio impero, mai censito e mantenuto negli anni anche grazie ad agevolazioni e benefici in materia fiscale concordati con lo Stato italiano. Un viaggio tra Bologna, Milano, Salerno e soprattutto Roma, per capire se la Chiesa cattolica si comporta come un qualsiasi proprietario immobiliare che bada solo al profitto, oppure segue logiche diverse. Alcune storie emblematiche ci hanno aiutato a capire: gli sfratti eseguiti dagli Enti religiosi, il boom del turismo religioso, il tesoro nascosto delle migliaia di Confraternite riconosciute dal vicariato. E poi, quali sono le verità che nessuno conosce sul funzionamento del meccanismo dell’8 per mille? E dove finiscono questi soldi?

Sigilli all’ex colonia della Curia di Salerno

Indagato il vescovo Pierro. Tra le accuse truffa e abusi edilizi

di Tommaso Siani

Fonte: http://napoli.repubblica.it/dettaglio/articolo/1488590

SALERNO – L´ex colonia trasformata in un albergo di lusso, con 70 camere, tv satellitare, sala meeting con maxi-schermo, piscine e campi sportivi. Da oasi di sollievo per i pellegrini e orfani di guerra a resort sul mare costruito, sostiene la Procura di Salerno, con soldi pubblici e con la benedizione interessata della Curia Arcivescovile. Ieri mattina la vicenda dell´ex Colonia di San Giuseppe trasformata nell´Angellara Home è diventata materia di contesa giudiziaria, con il sequestro ordinato dal pm Roberto Penna. Su ordine del magistrato i finanzieri guidati dal maggiore Francesco Mazzotta, hanno sequestrato la struttura, il cui valore immobiliare è di circa 10 milioni di euro. Le fiamme gialle, contemporaneamente, hanno sottoposto a sequestro presso la Regione Campania un finanziamento complessivo di un milione e 900 mila euro; mentre sui conti della Curia salernitana sono stati «congelati» altri 192 mila euro.

Tredici gli indagati: il vescovo Gerardo Pierro; il suo fidato collaboratore e amministratore della Colonia e poi della Onlus che l´ha avuta in gestione, don Comincio Lanzara; l´economo della Curia, Vincenzo Rizzo; il progettista e il direttore dei lavori di ristrutturazione finanziati nel 2002 per 2,5milioni di euro, Nicola e Giovanni Sullutrone (quest´ultimo ex presidente del Consiglio regionale della Campania e presidente della onlus che, dal 2006, gestiva l´albergo); i funzionari comunali Matteo Basile e Nicola Gentile, responsabile e dirigente dell´Ufficio permessi a costruire; Giuliana e Roberto Rago, progettisti e addetti a seguire l´iter di finanziamento regionale; Aldo Pietro Luongo, responsabile della società di costruzioni Tirrenia Scavi che ha eseguito i lavori (ieri mattina i finanzieri hanno eseguito una perquisizione all´interno della sua sede, acquisendo materiale tecnico e contabile); il progettista che nel 2006 si occupò del secondo intervento sottoposto a finanziamento (per complessivi1,7 milioni di euro), l´architetto Pompeo Paolo Mazzucca; i funzionari dello Sportello Unico del Comune, Alberto Di Lorenzo e Charles Capraro, ma limitatamente al progetto di realizzazione dello stabilimento balneare sorto, sostiene l´accusa, senza un adeguato piano particolareggiato. Le accuse vanno dalla truffa e tentata truffa al falso, dall´abuso d´uffico a quello edilizio.

Un´inchiesta nata alcuni mesi fa sulla scorta di un esposto inviato in Vaticano (e poi finito in Procura) da monsignor Matteo Notari, presidente dell´istituto sostentamento del clero, e Luca De Franciscis, commercialista e presidente del collegio dei revisori dei conti dello stesso istituto. Entrambi segnalarono una serie di irregolarità nella gestione dei beni della Diocesi; e tra queste anche la trasformazione della Colonia San Giuseppe in un albergo di lusso poi passato in comodato gratuito sotto la gestione di una onlus – l´Associazione Colonia San Giuseppe – ai cui vertici c´erano il braccio destro del vescovo ed ex amministratore della Colonia, Lanzara, e Giovanni Sullutrone. Il tutto con soldi pubblici, erogati nel 2002 dalla Regione. In serata una nota della Curia di Salerno. Si legge tra l´altro: «L´iter amministrativo che ha portato all´attuale struttura è regolare e mai, nel tempo, sono mutate la destinazione d´uso del Villaggio e le finalità filantropiche e assistenziali».

 

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2 risposte a “Chiesa: sigilli all’ex colonia della Curia di Salerno

  1. Un caso simile a Ravenna, un’Orfanatrofio diventato albergo, indagini penali e civili.
    Un testamento, un patrimonio milonario, un’indagine penale per malversazione, causa civile per petizione di eredità:
    Le violazioni:
    1) chiusura definitiva dell’Orfanotrofio negli anni 1974-75 con allontanamento coattivo delle alunne che all’epoca erano ivi ospitate ed apertura nell’anno 2000 dell’Ostello Galletti Abbiosi. Per volere del Conte tale immobile avrebbe dovuto essere destinato a fini di beneficenza e più in particolare ad Orfanotrofio Femminile.
    Questa violazione testamentaria, rilevata, unitamente ad altre, nell’atto di citazione introduttivo del procedimento, si è verificata sin dagli anni 1974-75 con la chiusura definitiva dell’Orfanotrofio e l’allontanamento coattivo delle alunne che erano ancora ivi ospitate.
    All’epoca la chiusura dell’Istituto veniva giustificata con esigenze di ristrutturazione dell’immobile, all’esito delle quali veniva assicurata la riapertura dell’ente per il perseguimento delle medesime finalità volute dal Conte .
    Nonostante ciò l’ente non fu più riaperto sino all’anno 2000 in cui, a seguito di ristrutturazione eseguita in occasione del Giubileo, venne inaugurato l’Ostello Galletti Abbiosi, inizialmente operante sotto le vesti di studentato e successivamente trasformato di fatto in albergo di lusso.
    In realtà, sotto il profilo civile ed a differenza del piano penale, ciò che rileva è che la finalità di beneficenza impressa al suddetto immobile dal Conte con il proprio testamento sia stata definitivamente disattesa dalla Commissione Amministratrice dell’Orfanotrofio con la concessione in locazione dell’immobile ad una società privata per il perseguimento di finalità lucrative;

    2) amministrazione e gestione materiale dell’Orfanotrofio Femminile Galletti Abbiosi in violazione della espressa volontà testamentaria del Conte;

    3) esecuzione di fusioni e modifiche statutarie che viceversa erano state espressamente vietate dal testatore: la convenuta nel ricordato giudizio per petizione di eredità infatti è una fondazione che riunisce in sé tre diversi enti, il Galletti Abbiosi, il Mons. Giulio Morelli ed il Pallavicini Baronio;

    4) perfezionamento di ripetute vendite di beni immobili costituenti il patrimonio del Conte, in violazione non solo del testamento, ma anche della legge Crispi : il Conte infatti aveva disposto che l’Istituto si mantenesse con le rendite del proprio ingentissimo patrimonio senza eseguire alienazioni.

    5) e per ultimo ma non meno importante, l’aspetto umano e morale :
    come sono state trattate alcune Orfanelle? Molte di loro hanno riferito di aver vissuto in condizioni indecorose, malnutrite, senza istruzione, il tutto giustificato dalla mancanza di fondi. Ora questa città deve rendere loro giustizia rispettando le volontà del loro benefattore.

  2. contropelo in ha detto:

    Grazie per la segnalazione di questa ulteriore vergogna.

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